Dal prossimo primo gennaio oltre un milione di lavoratori dell'artigianato e delle piccole imprese potranno contare su un nuovo fondo nazionale integrativo di assistenza sanitaria.
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Accordo artigianato e Pmi

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Artigianato e Pmi, firmato l'accordo per il fondo integrativo sanitario

sanitaDal prossimo primo gennaio oltre un milione di lavoratori dell'artigianato e delle piccole imprese potranno contare su un nuovo fondo nazionale integrativo di assistenza sanitaria.

E' questo il frutto di un accordo, raggiunto nella tarda serata di martedì, tra le organizzazioni datoriali dell'artigianato - Cna, Confartigianato, Casartigiani, Claai - con le organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil. Il fondo fornirà ai lavoratori prestazioni sanitarie integrative a quelle del servizio sanitario nazionale. La contribuzione prevista da parte del datore del lavoro è pari a 10,42 euro al mese per lavoratore per dodici mesi all'anno, per un totale di 124 euro annui.

L'adesione al fondo non è obbligatoria, tuttavia "i contenuti dell'intesa verranno recepiti nei contratti collettivi di lavoro e l'azienda che omette - è scritto nel testo dell'accordo - il versamento dei contributi, è responsabile della perdita delle prestazioni sanitarie cui ha diritto il lavoratore, salvo il risarcimento del maggior danno subito".

A metà novembre le parti costituiranno ufficialmente il fondo presso un notaio e l'operatività scatterà a partire dal primo gennaio prossimo. L'intesa riguarda tutti i lavoratori dell'artigianato e i dipendenti delle imprese che applicano i contratti sottoscritti dalle parti. Ne sono esclusi i lavoratori del settore edili.  "Si tratta di un importante accordo - afferma Stefano Di Niola, cordinatore delle relazioni sindacali della Cna - che aggiunge un ulteriore tassello al mosaico di un Welfare integrativo indispensabile per sostenere imprese e lavoratori nell'arco della vita professionale e personale. In questo senso anche le prestazioni sanitarie che erogherà il fondo sono un diritto contrattuale esigibile. In un momento storico di crisi economica e salari bassi, il Fondo sanitario serve anche a compensare quei costi che la collettività non riesce a sostenere, nonostante la nostra sanità, per fortuna, continui ad essere una delle migliori al mondo”. “In più - ha aggiunto -  è stato previsto che la contrattazione regionale possa implementare le prestazioni stesse dell’accordo nazionale, un fatto questo che consentirà di modulare al meglio le esigenze dei lavoratori nei singoli territori". Di Niola sottolinea inoltre "l'importanza della unitarietà da parte di tutte le organizzazioni sindacali, Cgil compresa, nella sottoscrizione dell'accordo. Un eventuale dissenso avrebbe infatti costituito una partenza zoppa".

Fonte cna.it

Data pubblicazione: 24/09/2010 (13:50)
Ultimo aggiornamento: 24/09/2010 (13:57)


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