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Rapporto 2009

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Domanda di Lavoro e Retribuzioni nelle Imprese Italiane

Rapporto 2009 “Domanda di Lavoro e Retribuzioni nelle Imprese Italiane” Salari: 2 mila euro lordi al mese lo stipendio medio di un lavoratore dipendente

Gli stipendi sono cresciuti dell’1,7% nel 2008; le PMI sostengono la domanda, e sempre più di figure specialistiche. Giovani e donne i più penalizzati del mercato

Milano, novembre 2009 – 25.510 euro all’anno(1), poco meno di 2mila euro lordi al mese. A tanto ammontano le retribuzioni medie dei dipendenti delle imprese private nel 2008 (+1,7% rispetto al 2007). Elevata però la differenza tra professioni (si va dai 21.800 euro di chi svolge una professione non qualificata ai 93.450 euro per i dirigenti), notevole il disallineamento tra salari maschili e salari femminili (pari a circa 3.000 euro a favore degli uomini), sensibile la distanza tra retribuzioni medie di quanti sono in possesso del titolo di scuola dell’obbligo e laureati (pari ad oltre 15mila euro). E anche l’età fa la differenza, dando così valore al percorso di formazione: mentre un cinquantenne con la terza media arriva a percepire uno stipendio superiore del 25% rispetto a un suo pari livello ventiquattrenne, un laureato over 50 guadagna il 180% in più di quando è stato assunto e i due terzi di più di un lavoratore non qualificato.

Questi alcuni dei risultati del Rapporto “Domanda di lavoro e retribuzioni nelle imprese italiane”, realizzato da Unioncamere insieme a OD&M Consulting, società specializzata in indagini nell’ambito dei sistemi incentivanti e delle politiche retributive, e con il contributo di Gi Group, primo gruppo italiano nei servizi per il mercato del lavoro, la domanda di lavoro e l’andamento delle retribuzioni. Lo studio contiene tra l’altro un approfondimento specifico sul lavoro dei giovani e sul collegamento tra istruzione e mercato del lavoro, effettuato attraverso una ricerca che ha interessato 224 aziende con la collaborazione dell’Associazione Italiana per la Direzione del Personale (AIDP).

Dal Rapporto emergono le seguenti indicazioni:

  • Nel 2008 la retribuzione media dei lavoratori dipendenti di aziende private è stata di 25.510 euro lordi, ma due terzi dei lavoratori (10 milioni) percepiscono uno stipendio inferiore a questa quota.
  • La retribuzione media degli uomini è stata di circa 26.600 euro contro i 23.500 euro delle donne con uno scarto leggermente ridotto rispetto allo scorso anno (passato da 14% a 13%).
  • 6 assunzioni su 10 sono state effettuate dalle PMI.
  • Si è ridotta dal 16% al 9% la propensione delle imprese ad assumere personale giovanile al di sotto dei 24 anni, mentre è cresciuta del 12,3% la domanda di figure tecniche e specializzate.
  • Se si suddivide la popolazione lavorativa in decili (gruppi omogenei di lavoratori percettori della stessa retribuzione) si riscontra che fino a 25.500 (sesto decile) la varietà degli stipendi è minima, mentre per passare da questa fascia a quelle superiori occorrono salti retributivi importanti, superiori al 10%. Le retribuzioni si fanno quindi sempre più distanziate e differenziate, con salti progressivamente più importanti per passare da una fascia retributiva all’altra, ma allo stesso tempo appiattite verso il basso. Il fenomeno è confermato nel 2008 anche dal progressivo restringimento del divario retributivo tra operai (21.750 euro) e impiegati (25.540 euro): questi ultimi nel 2003 percepivano una retribuzione superiore del 19,5% a quella degli operai, percentuale che in questi ultimi anni è stata via via erosa (salvo una leggera risalita nel 2006) fino a scendere al 17,4%.
  • Tra il 2004 e il 2008 oltre un milione di persone sotto-scolarizzate sono state sostituite da una quota analoga a più elevato livello di istruzione. Questa traslazione della domanda delle imprese verso personale maggiormente qualificato ha contribuito alla più moderata crescita retributiva e ad un sostanziale appiattimento delle retribuzioni Nell’appiattimento retributivo generalizzato va segnalato che per i laureati specialistici la possibile progressione retributiva dai 24 anni agli over 50 arriva a quasi il 180%, mentre per gli occupati con la licenza dell’obbligo tale incremento si attesta intorno al 25%.
  • Anche l’età anagrafica si conferma come un potente fattore di differenziazione; infatti gli stipendi degli occupati over 50 superano del 61,3% quelli degli occupati under 25; questo differenziale è del 53,7% per i lavoratori dell’industria e del 68,7% per quelli dei servizi: in altre parole, si fa più carriera nei servizi che nell’industria.
  • La scolarità resta l’unico fattore progressivamente differenziante in termini retributivi: si va, infatti, dai 22.500 euro di stipendio medio percepito dai lavoratori che hanno al massimo la licenza dell’obbligo ai 37.620 dei laureati con titolo specialistico, a ciclo unico, o del vecchio ordinamento, o con titolo post laurea. Tra questi due importi la differenza, a favore dei laureati, è del 67,2%; uno “scalino” molto basso (+3,2%) si osserva tra scuola dell’obbligo e qualifica professionale; leggermente più alto (+13,3%) quello nel passaggio dalla qualifica al diploma; molto elevato (+43,3%) quello dal diploma alla laurea specialistica.

Per ulteriori informazioni: Unioncamere Tel. 06.4704264
(1) La retribuzione media annua per l’anno 2008, così come elaborata da OD&M Consulting, rappresenta la retribuzione totale (fissa + variabile) media percepita da tutti i lavoratori dipendenti italiani: dirigenti, quadri, impiegati ed operai.

Data pubblicazione: 17/11/2009 (15:36)
Ultimo aggiornamento: 17/11/2009 (15:36)


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